Come capire se il cane non sta bene
Come capire se il cane non sta bene
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  Il san bernardo, a meno che non sia molto anziano, è un cane allegro e attivo: quindi svogliatezza e apatia sono sintomi preoccupanti, specie se non risponde ai richiami del padrone.
  Il rifiuto del cibo è un sintomo di malessere: un san bernardo in buona salute, specie se cucciolo, solitamente ha un buon appetito... a meno che non sia stato troppo viziato o alimentato in modo eccessivo.
  Se il cane manifesta altri sintomi (per esempio vomito o diarrea) è bene chiamare subito il veterinario; in caso contrario, tenetelo un giorno a digiuno e state a vedere che cosa succede.

Il rifiuto del cibo


cisb   QUANDO IL CANE SI GRATTA O SI LECCA
  Una grattatina ogni tanto non deve certo allarmarci, ma grattarsi o leccarsi molto insistentemente può essere sintomo di malessere.
  Le cause possono essere diverse: irritazione della pelle (dovuta a parassiti, eritemi o altro), una piccola ferita di cui non ci siamo accorti (e che potrebbe infettarsi se viene leccata continuamente) o anche un problema psicologico (talora i cani si leccano per sfogare un forte stress).
  Grattarsi spesso le orecchie, scrollare la testa o tenerla inclinata da un lato sono chiari segnali di dolore alle orecchie. Può trattarsi di un'otite o dell'infiltrazione di un corpo estraneo.


cisb   PROBLEMI GASTROENTERICI:  POSSIBILI CAUSE E INTERVENTI
  SINTOMO:  VOMITO
  Possibili cause
  Se il cane vomita cibo, può aver mangiato troppo o troppo in fretta.
  Se vomita schiuma, può aver ingerito erba o sostanze irritanti o tossiche, oppure può anche avere i vermi o un'irritazione gastrica.
  Se vomita sangue, può avere malattie dello stomaco o dell'intestino, oppure aver ingerito pietre od ossi.
  Interventi
  Se il cane vomita sangue, consultare subito il veterinario.
  Se vomita cibo o schiuma ed è apatico e svogliato, consultare il veterinario.
  Se vomita cibo o schiuma ma non mostra altri sintomi, sembra in buona forma e ha voglia di giocare:
  a) se ha vomitato una-due volte, non fare assolutamente nulla;
  b) se ha vomitato tre-quattro volte, tenerlo un giorno a digiuno e attendere gli sviluppi;
  c) se continua a vomitare per cinque o più volte, consultare il veterinario.

  SINTOMO:  DIARREA
  Possibili cause
  Troppa acqua, cibo troppo abbondante, brusco cambio di alimentazione, verminosi, malattie infettive.
  Interventi
  Nel cucciolo: ignorare un episodio isolato; se si ripete, visita veterinaria e controllo delle feci.
  Nell'adulto: ignorare un episodio isolato; se si ripete una volta, un giorno di digiuno; se si ripete ancora, visita veterinaria e controllo delle feci.

  Attenzione: consultare sempre il veterinario se nelle feci ci sono sangue o vermi.

  SINTOMO:  STITICHEZZA
  Possibili cause
  Mancanza di acqua, ingestione di ossa, pietre ecc.
  Interventi
  Per due giorni, a meno che il cane non mostri altri sintomi (vomito, svogliatezza, dolorabilitą addominale alla palpazione), dimezzare il cibo e non fare nient'altro.
  In seguito, se ancora non si è risolto il problema, tenere il cane a digiuno e somministrare un cucchiaio di olio di vaselina due-tre volte al giorno. Se l'intestino non si sblocca ancora, effettuare un clistere; se non ci sono risultati, chiamare il veterinario.

Misurargli la temperatura
  Se c'è il dubbio che il cane non stia bene, la prima cosa da fare è misurargli la temperatura. Si deve usare un termometro per bambini, che andrą inserito nel retto. L'operazione può essere svolta da una sola persona, perché il san bernardo solitamente non reagisce; ma se tendesse a sedersi o si agitasse troppo è meglio farsi aiutare da una seconda persona che gli terrą ferma la testa. La temperatura media del cane è più alta di quella umana: si aggira sui 38-38,5 °C. Se risulta superiore ai 39,5 °C è bene chiamare il veterinario.


cisb   PATOLOGIE SPECIFICHE DELLA RAZZA
  DILATAZIONE-TORSIONE DELLO STOMACO
  Questo è uno dei problemi più gravi per tutte le razze giganti, perché si tratta di una patologia letale se non si interviene chirurgicamente in tempi brevissimi.
  Poiché si tratta di una patologia ancora poco compresa (anche se molto studiata) non esistono "ricette" sicure per la prevenzione: l'unica certezza riguarda le analisi svolte sull'aria contenuta nello stomaco di cani vittime di torsione, che è sempre risultata aria atmosferica e non aria prodotta da fermentazioni digestive.
  Un'altra causa scatenante estremamente comune è l'ingestione di grandi quantitativi di acqua.
  Anche se la quantitą di cibo ingerita non sembra troppo rilevante alla luce di questi fatti, tutti gli allevatori continuano a ritenere che una corretta somministrazione del cibo possa essere una buona misura precauzionale: ad allevatori diversi, però, corrispondono idee diverse e tutte sicuramente sensate.
  Alcuni sostengono che è meglio dividere il pasto in due razioni, per non sovraccaricare lo stomaco; altri preferiscono dare un solo pasto perché in questo modo il processo digestivo viene limitato nel tempo (in pratica, il cane non "continua a digerire per tutto il giorno", e il periodo a rischio diventa uno solo, anziché due).
  Tutti sono comunque d'accordo sul fatto che il cane non dovrebbe svolgere alcuna attivitą fisica nel momento della digestione. L'ideale sarebbe che potesse rimanere sdraiato a riposare (cosa che il san bernardo, dopo mangiato, ama fare spontaneamente, forse sentendo istintivamente che questo protegge la sua salute).
  Oggi si suppone che all'origine della torsione dello stomaco ci sia anche una predisposizione genetica, visto che alcune linee di sangue sono più colpite di altre: in particolare sarebbe importante la profonditą del torace.
  Di sicuro, però, sappiamo solo che i cani più a rischio sono quelli che ingeriscono molta aria insieme al pasto.
  E quand'è che un cane ingerisce aria? Quando si "abbuffa": Non teniamolo al caldo il che può accadere perché il cane è nervoso, perché entra in competitivitą con altri soggetti o perché la pappa... gli piace troppo!
  La prima cosa da fare, dunque, è cercare di limitare il problema eliminando alcune possibili cause scatenanti: non far mangiare insieme più cani e scegliere mangimi poco appetibili sono tutte precauzioni sensate.
  L'altra cosa da evitare assolutamente è la bevuta "da cammello": e la si può evitare o razionando l'acqua al cane, o impedendogli di provare una sete eccessiva (quindi non teniamolo al caldo, non facciamogli fare corse sfrenate in pieno sole e così via).

  DISPLASIE
  Le razze giganti sono in assoluto quelle più a rischio per quanto riguarda le displasie: ma ormai è universalmente accettato che esse non sono esclusivamente genetiche, ma che sono il risultato di una componente genetica e di una ambientale (e secondo diversi autori è proprio quest'ultima la più influente). Oggi la chirurgia può aiutare i cani colpiti, migliorando la qualitą della loro vita, ma resta ovviamente importantissima la prevenzione.
  Il lato genetico spetta esclusivamente all'allevatore, che deve preoccuparsi di non usare in riproduzione i soggetti displasici, specie se provenienti da "famiglie" portatrici di displasia.
  Anche il padrone del cane, però, deve fare la sua parte occupandosi della prevenzione ambientale, che riguarda alimentazione ed esercizio fisico.
  Nel capitolo sull'alimentazione abbiamo gią accennato ai due maggiori fattori di rischio: il sovradosaggio di calcio e in generale il sovraccarico energetico nel cane in crescita.
  Altrettanta importanza va data al movimento, che fino ai sei mesi di etą dev'essere limitato al massimo: soltanto camminate al passo e un po' di trotto leggero.
  Dai sei mesi all'anno si può passare a un esercizio controllato che non comporti traumi (assolutamente vietati i salti), e dopo l'anno si può passare tranquillamente a un esercizio intensivo, quasi da... palestra.
  Di fondamentale importanza sono i controlli radiografici, che ci consentono di avere sempre un chiaro quadro della situazione e di intervenire (se è il caso) con tempestivitą. Ecco quindi un prospetto ideale di controlli che ogni proprietario dovrebbe far eseguire sul suo san bernardo:
  - a cinque mesi: controllo delle cartilagini distali di radio e ulna;
  - a cinque mesi e mezzo: radiografia del gomito (nel san bernardo la displasia del gomito è quasi sempre causata dalla mancata saldatura del processo anconeo, e a questa etą si A disciotto mesi può eliminare chirurgicamente il frammento osseo non saldato con risultati ottimali: più tardi il problema diventa assai più serio);
  - a diciotto mesi: radiografia delle anche.
  Quasi superfluo ricordare che i soggetti portatori di displasia dovrebbero essere sempre esclusi dalla riproduzione: la salute di una razza non è solo nelle mani degli allevatori "ufficiali", ma anche dei privati che dovrebbero sentire la loro parte di responsabilitą ed evitare di mettere al mondo cuccioli potenzialmente malati e infelici.

  ENTROPION ED ECTROPION
  La particolare conformazione dell'occhio del san bernardo lo rende piuttosto a rischio per quanto riguarda le patologie della palpebra: entropion ed ectropion (rispettivamente, introflessione ed eccessiva estroflessione), che richiedono un intervento chirurgico correttivo.
  L'importante è distinguere un effettivo stato patologico da un semplice... occhio romboidale, che è quello prescritto dallo Standard! Purtroppo questa non è una battuta, perché alcuni veterinari, non conoscendo la razza, hanno corretto chirurgicamente occhi perfettamente sani.

  PATOLOGIE CARDIACHE
  Quelle più frequenti nel san bernardo sono principalmente due: miocardiopatia dilatativa e versamento pericardio (quest'ultimo più comune nel cane di Terranova).
  L'incidenza di queste malattie sembra essere in forte relazione con le linee di sangue (il versamento pericardio sembra essere legato anche a un fenomeno autoimmune), quindi tutto quel che può fare il privato è informarsi sull'anamnesi familiare del cucciolo che gli interessa.
  Una diagnosi precoce (effettuabile con una semplice visita cardiologica, specie se abbinata a una radiografia del torace) permette di allungare la vita del cane e di migliorarne la qualitą, con opportune cure farmacologiche.

Il san bernardo