Piccoli cani crescono
Piccoli cani crescono
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Piccoli cani crescono   La cagna che allatta ha bisogno di una razione di cibo molto superiore al normale: andrà aumentata dal 50 al 100%, a seconda del numero di cuccioli.
  Ricordiamo di somministrare sempre alimenti ricchi di calcio (o di aggiungere integratori a base di calcio), specie se la cucciolata è molto numerosa: in questo modo si limita il rischio di eclampsia, o tetania puerperale.
  Questa malattia si manifesta alcuni giorni dopo il parto, ed è dovuta al fatto che il calcio si accumula tutto nel latte prodotto. Se non ce n'è a sufficienza, inizialmente non si ha alcun sintomo: quando la cagna mostra i primi segni di carenza il problema è già molto serio e la morte può sopravvenire nel giro di poche ore.
  Il primo sintomo è una certa rigidità nei movimenti: se la notiamo dovremo chiamare urgentemente il veterinario, che interverrà somministrando calcio per via endovenosa.


cisb   LO SVEZZAMENTO
  Mamma san bernardo (che di solito è una madre premurosa e attenta) continua ad allattare i cuccioli fino a 40-50 giorni: la durata dipende anche dal numero dei cuccioli.
  Una cucciolata media è di 4-6 cuccioli, ma queste cagne possono prodursi in notevoli "exploit" e partorirne molti di più. Se questo accade lo svezzamento andrà anticipato, e in alcuni casi si dovranno aiutare i piccoli somministrando loro latte artificiale (per cani) in aggiunta a quello che poppano dalla mamma. A partire dal 21° giorno, anche in una cucciolata media, è bene iniziare a somministrare un po' di latte artificiale per abituare i cuccioli al biberon; dalla settimana successiva si potrà unire al latte un po' di omogeneizzato (ne esistono anche per cani). È il primo passo verso lo svezzamento vero e proprio, che inizierà verso la quinta-sesta settimana mescolando un po' di mangime alla pappa composta da latte e omogeneizzato: in questo modo i cuccioli si abituano a masticare alimento solido, e presto saranno pronti per cavarsela da soli.


cisb   L'ACCOPPIAMENTO
  Attenzione a ciò che i cuccioli "scelgono" di mangiare appena hanno imparato ad alimentarsi da soli: terra e foglie sono appetitosissime (e non fanno male), ma a volte i cuccioli mangiano anche legni o sassi, e questi possono essere molto pericolosi: una scheggia di legno può perforare lo stomaco, i sassi possono causare un blocco intestinale.


Lo sviluppo dei cuccioli
  Lo sviluppo dei cuccioli è rapidissimo: se alla nascita sono completamente ciechi e sordi, tre settimane dopo giocheranno già tra loro e con la mamma.
  A partire dalla quarta settimana il padrone della cagna dovrà cominciare a dare l'"imprinting" ai cuccioli, sedendosi in mezzo a loro e facendosi annusare, toccare... in una parola: conoscere.



cisb   CHE COS'È L'IMPRINTING
  Con questo termine, in etologia, si indica una tappa fondamentale nello sviluppo psichico del cucciolo, che riconoscerà come conspecifici solo gli esseri (a due o quattro zampe) con cui avrà avuto stretti rapporti nel periodo che va dalla quarta alla settima settimana di vita.
  Se i cuccioli non ricevono l'imprinting sull'uomo in questo periodo, non sarà possibile rimediare in seguito: i cani non socializzeranno mai del tutto con le persone e non avremo alcuna speranza di ottenere obbedienza, fiducia e stima.



L'iscrizione dei cuccioli ai libri genealogici
Libri genealogici
  Provvediamo per tempo all'iscrizione dei cuccioli ai libri genealogici.
  Appena nascono si potrà andare alla delegazione ENCI più vicina (ce n'è una in ogni città, e solitamente si trovano sull'elenco telefonico sotto la dicitura "Gruppo Cinofilo"), dove ritireremo i due moduli di iscrizione.
  Il modulo A va compilato e consegnato all'ENCI entro venticinque giorni dalla nascita, il modulo B entro tre mesi.



cisb   COME SEGUIRE LA CUCCIOLATA DAL PUNTO DI VISTA SANITARIO
A 20 giorni: sverminazione contro gli ascaridi.

A 35 giorni: seconda sverminazione contro gli ascaridi.
Dopo 10 giorni, prelevare un po' di feci di un cucciolo e far eseguire un esame dal veterinario, per vedere se ci sono parassiti di tipo diverso (per esempio coccidi). In caso positivo intervenire con il medicinale specifico.

A 45-50 giorni: prima vaccinazione quadrivalente contro epatite, leptospirosi, cimurro e parvovirosi. Usare vaccini spenti.
Dopo 10 giorni, terza sverminazione. Dopo 5 giorni, richiamo vaccinale.


cisb   UN NUOVO PADRONE PER I NOSTRI CUCCIOLI
  Il san bernardo è un cane "d'élite", con una ristretta cerchia di appassionati: anche se le cucciolate non sono mai molto numerose, non è facile trovare un buon padrone per tutti.
  Non aspettiamo, ma mettiamo una serie di annunci (su quotidiani e/o giornali specializzati) già al momento della nascita, in modo da poter informare e contattare per tempo i futuri acquirenti. Cerchiamo di fare una selezione, accertandoci che siano persone in grado di gestire nel modo migliore un san bernardo: se un presunto acquirente non ci sembra in grado di tenere bene un cane, basterà dirgli che il cucciolo che gli interessa "purtroppo è già prenotato".
  Dopo un mese di convivenza con una "tribù" di cuccioli, il privato solitamente è combattuto tra il desiderio di tenerseli tutti (perché sono irresistibili) e la premura di disfarsene (perché ha paura di ritrovarsi in giardino sette od otto giganti).
  Questo conflitto interno non deve impedirci di agire in modo pacato e responsabile: i cuccioli non vanno ceduti prima dei due mesi e mezzo.
  Anche se abbiamo ampi spazi a disposizione, però, e non siamo assillati dal problema della cessione... non commettiamo l'errore opposto, cioè non aspettiamo troppo.
  Non solo i cani soffrirebbero nel lasciare il loro ambiente e quella che ormai considerano la loro famiglia, ma potrebbe risultare difficile trovare nuovi padroni per cuccioloni di quattro-cinque mesi.


cisb   E SE VOLESSIMO TENERE UN CUCCIOLO?
  Abbiamo un grande giardino, e il nostro cane a volte sembra soffrire la solitudine.
  Perché, allora, non tenere uno dei "nostri" cuccioli (se possediamo una femmina) o il cucciolo che ci spetta in cambio della monta (se il nostro cane è un maschio)?
  È una scelta fattibile, che però comporta qualche problema. Finché uno dei due cani è adulto e l'altro è cucciolo, la convivenza è sempre tranquilla, ma quando il cucciolo cresce possono verificarsi grossi conflitti. Il padre o la madre non riconoscono più i propri figli, quindi non c'è da sperare in sentimenti parentali: il figlio diventa un cane come un altro.
  Se si tratta di due maschi, potrebbe scapparci la rissa: solitamente il san bernardo è molto pacifico, ma se succede il fattaccio, le conseguenze possono essere anche molto serie. In generale, tra l'altro, padre e figlio entrano in competizione più spesso di due cani estranei.
  Se si tratta di una coppia, ricordiamo che padre e figlia (o madre e figlio) non dovrebbero accoppiarsi: e invece loro ci proveranno immancabilmente, perché non hanno alcun genere di tabù nei confronti dell'incesto.
  In realtà non è del tutto corretto dire che genitori e figli non devono accoppiarsi: in allevamento questo si fa anche abbastanza spesso. Però un accoppiamento in consanguineità così stretta presume una perfetta conoscenza delle linee di sangue: se non si ha questa conoscenza (e il privato non ce l'ha quasi mai) si rischia di far nascere cuccioli tarati.
  La migliore convivenza è solitamente quella che si instaura tra due femmine: quindi, se abbiamo una "signora" san bernardo, può essere una buona idea quella di tenere una sua figlia.
  Se abbiamo un maschio, sicuramente è meglio prendersi in casa una cucciola piuttosto che un cucciolo: ma ricordiamo che dovremo tenere separati i due cani quando la femmina andrà in calore.