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Il cane è un amico ed è assurdo e innaturale aver paura di lui: un bambino cinofobo non ha un buon rapporto con la natura e questo disturba il suo carattere.
È stato provato che i bambini che amano gli animali sono anche quelli che hanno un miglior rapporto con i loro coetanei (e con gli adulti umani); inoltre i bambini che scappano in preda al panico sono quelli che corrono il maggior rischio di essere morsicati (vedi box "Bambini e istinto predatorio" a pag. ...).
Spesso i bambini ereditano dai genitori - anche solo attraverso i loro atteggiamenti - il timore verso i cani.
Ecco alcuni consigli utili:
Per genitori che hanno paura dei cani:
cercare di spiegare innanzitutto a se stessi, e poi al bambino, che la paura
dei cani può avere una motivazione personale (come uno choc infantile) ma certamente non assoluta:
il novantanove per cento dei cani è assolutamente innocuo;
non gridare e non fare mai movimenti bruschi se il bambino, spontaneamente, va
verso un cane sconosciuto: questi atteggiamenti spaventano l'animale e possono indurlo a credere
che il bambino sia una minaccia per lui;
non dire mai al bambino frasi come "non toccarlo, ti morde!" o "non toccarlo, è
pieno di pulci!"; ordini come questi, oltre a spingere il bambino a temere i cani, non
corrispondono affatto a reali pericoli: le pulci, se ci sono, preferiscono stare sul cane e
difficilmente passano all'uomo, il cui sangue per loro è meno appetibile; quanto al pericolo di
morsicature, ricordiamo che un cane mordace portato al guinzaglio dal padrone avrà quasi
sicuramente la museruola: se non ce l'ha vuol dire che è un cane amichevole e non è il caso di
spaventarsi; dei cani randagi non possiamo conoscere il carattere: ma essi, non essendo
trattenuti dal guinzaglio, possono andarsene se non gradiscono le attenzioni del bambino... e di
solito è proprio questo che fanno; in definitiva, è davvero rarissimo che un cane morda qualcuno,
se ha la possibilità di andarsene anziché attaccare;
insegnare al bambino a non correre e a non strillare mai di fronte a un cane (vedi box "Bambini
e istinto predatorio" (tabella successiva).
Per genitori che non hanno paura dei cani:
non raccontare al bambino piccolo favole che abbiano un "lupo cattivo" tra i
protagonisti, oppure spiegare (con parole semplici e adatte all'età) che il "lupo cattivo" è
un'invenzione letteraria, e che i lupi veri non mangiano nessuno;
insegnare al bambino a non "catapultarsi" su un cane sconosciuto ma ad avvicinarsi lentamente,
chiamandolo e porgendogli la mano da annusare; un cane avvicinato in modo corretto non morderà
mai senza preavviso;
spiegare al bambino quali sono i preavvisi di aggressività (pelo ritto, orecchie indietro,
ringhio); fargli capire che il cane usa questo "linguaggio" per dire che non vuole essere
toccato, e che bisogna rispettare il suo desiderio di essere lasciato in pace;
come detto sopra, un'altra regola sempre valida è insegnare al bambino a non correre e a
non strillare mai di fronte a un cane.
Per genitori di bambini che già temono i cani:
non costringere mai il bambino ad avvicinare i cani, ma limitarsi a dare l'esempio,
accarezzandoli e giocando con loro, senza forzare il piccolo;
far vedere al bambino film, documentari e videocassette che presentino i cani come personaggi
positivi;
far giocare il bambino con cani di peluche;
per i primi approcci con un cane "vero", non scegliere mai un cucciolo o un
cucciolone, che non sanno limitarsi nelle loro effusioni: un cucciolo, giocando, può mordicchiare
scarpe o calzoni, un cucciolone può gettare a terra il bambino per fargli le feste; in questi
casi, anziché rassicurarsi, il bambino si spaventerà, perché non può capire le intenzioni
amichevoli del cane, e anziché risolvere il problema, lo peggioreremo; molto meglio scegliere
un adulto tranquillo e amante dei bambini, che si lasci accarezzare e condurre al guinzaglio
quasi come se fosse lui stesso un... peluche vivente; un san bernardo maturo e tranquillo è il
cane ideale per queste opere di ricondizionamento positivo;
vedi consigli finali ai punti precedenti.
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