Il san bernardo e i bambini
Il san bernardo e i bambini
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Il san bernardo e i bambini   Il san bernardo è universalmente riconosciuto come ottimo cane baby-sitter: ma un cucciolo umano e un cucciolo a quattro zampe possono avere una reciproca diffidenza iniziale.
  Spetta ai genitori (e ai padroni in genere) stimolare l'amicizia, spiegando al bambino che quel "gigante" ha solo pochi mesi e che vuole solo giocare con lui.



  Quando cucciolo e bimbo fanno amicizia, tra loro nasce solitamente una simbiosi indissolubile: tanto che i due (proprio come accade ai fratellini umani) finiscono per imitarsi!
  Guardate questi due che fanno entrambi il broncio...

Il san bernardo e i bambini

...e poi "ridono" insieme!


cisb   COME INSEGNARE AL BAMBINO A NON TEMERE I CANI
  Il cane è un amico ed è assurdo e innaturale aver paura di lui: un bambino cinofobo non ha un buon rapporto con la natura e questo disturba il suo carattere.
  È stato provato che i bambini che amano gli animali sono anche quelli che hanno un miglior rapporto con i loro coetanei (e con gli adulti umani); inoltre i bambini che scappano in preda al panico sono quelli che corrono il maggior rischio di essere morsicati (vedi box "Bambini e istinto predatorio" a pag. ...).
  Spesso i bambini ereditano dai genitori - anche solo attraverso i loro atteggiamenti - il timore verso i cani.
  Ecco alcuni consigli utili:

  Per genitori che hanno paura dei cani:
  cercare di spiegare innanzitutto a se stessi, e poi al bambino, che la paura dei cani può avere una motivazione personale (come uno choc infantile) ma certamente non assoluta: il novantanove per cento dei cani è assolutamente innocuo;
  non gridare e non fare mai movimenti bruschi se il bambino, spontaneamente, va verso un cane sconosciuto: questi atteggiamenti spaventano l'animale e possono indurlo a credere che il bambino sia una minaccia per lui;
  non dire mai al bambino frasi come "non toccarlo, ti morde!" o "non toccarlo, è pieno di pulci!"; ordini come questi, oltre a spingere il bambino a temere i cani, non corrispondono affatto a reali pericoli: le pulci, se ci sono, preferiscono stare sul cane e difficilmente passano all'uomo, il cui sangue per loro è meno appetibile; quanto al pericolo di morsicature, ricordiamo che un cane mordace portato al guinzaglio dal padrone avrà quasi sicuramente la museruola: se non ce l'ha vuol dire che è un cane amichevole e non è il caso di spaventarsi; dei cani randagi non possiamo conoscere il carattere: ma essi, non essendo trattenuti dal guinzaglio, possono andarsene se non gradiscono le attenzioni del bambino... e di solito è proprio questo che fanno; in definitiva, è davvero rarissimo che un cane morda qualcuno, se ha la possibilità di andarsene anziché attaccare;
  insegnare al bambino a non correre e a non strillare mai di fronte a un cane (vedi box "Bambini e istinto predatorio" (tabella successiva).

  Per genitori che non hanno paura dei cani:

  non raccontare al bambino piccolo favole che abbiano un "lupo cattivo" tra i protagonisti, oppure spiegare (con parole semplici e adatte all'età) che il "lupo cattivo" è un'invenzione letteraria, e che i lupi veri non mangiano nessuno;
  insegnare al bambino a non "catapultarsi" su un cane sconosciuto ma ad avvicinarsi lentamente, chiamandolo e porgendogli la mano da annusare; un cane avvicinato in modo corretto non morderà mai senza preavviso;
  spiegare al bambino quali sono i preavvisi di aggressività (pelo ritto, orecchie indietro, ringhio); fargli capire che il cane usa questo "linguaggio" per dire che non vuole essere toccato, e che bisogna rispettare il suo desiderio di essere lasciato in pace;
  come detto sopra, un'altra regola sempre valida è insegnare al bambino a non correre e a non strillare mai di fronte a un cane.


  Per genitori di bambini che già temono i cani:
  non costringere mai il bambino ad avvicinare i cani, ma limitarsi a dare l'esempio, accarezzandoli e giocando con loro, senza forzare il piccolo;
  far vedere al bambino film, documentari e videocassette che presentino i cani come personaggi positivi;
  far giocare il bambino con cani di peluche;
  per i primi approcci con un cane "vero", non scegliere mai un cucciolo o un cucciolone, che non sanno limitarsi nelle loro effusioni: un cucciolo, giocando, può mordicchiare scarpe o calzoni, un cucciolone può gettare a terra il bambino per fargli le feste; in questi casi, anziché rassicurarsi, il bambino si spaventerà, perché non può capire le intenzioni amichevoli del cane, e anziché risolvere il problema, lo peggioreremo; molto meglio scegliere un adulto tranquillo e amante dei bambini, che si lasci accarezzare e condurre al guinzaglio quasi come se fosse lui stesso un... peluche vivente; un san bernardo maturo e tranquillo è il cane ideale per queste opere di ricondizionamento positivo;
  vedi consigli finali ai punti precedenti.


cisb   BAMBINI E ISTINTO PREDATORIO
  Tutti i cani mantengono una certa percentuale dell'atavico istinto predatorio (anche il nostro san bernardo, per quanto si tratti di una percentuale bassissima).
  Una pulsione istintiva, per definizione stessa, è un qualcosa che scatta automaticamente, senza che il cane debba "ragionarci sopra": ed è questa che lo spinge a rincorrere - e talora a mordere - tutto ciò che ha l'aspetto e il comportamento tipico della preda.
  Per il cane, come per il suo antenato lupo, è "preda" tutto ciò che è più piccolo di lui e che fugge rapidamente, emettendo suoni acuti: questo risponde esattamente all'immagine di un gatto in fuga, di un animale da cortile che corre starnazzando... e di un bambino che, temendo il cane, fugge via gridando o piangendo. Con un simile stimolo qualsiasi cane, anche il più pacifico, potrebbe scattare all'inseguimento: un san bernardo può farlo solo per gioco, ma il bambino si può spaventare e peggiorare la sua fobia.
  Per questo è indispensabile insegnare ai bambini a non scappare e a non gridare mai di fronte a un cane, ma a restare calmi e fermi in attesa dell'intervento dei genitori.


  Un bambino e un cane molto affiatati divideranno tutti i momenti più belli: quindi potrà capitare che il bambino dimentichi le norme igieniche.
  Educhiamolo a non farlo, ma non drammatizziamo se succede: le malattie che il cane può trasmettere all'uomo sono pochissime, e un animale regolarmente vaccinato, ben tenuto e in buona salute non rappresenta mai un pericolo.
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