Commento allo standard
Il tipo nel San Bernardo |   Elementi biometrici |   Caratteristiche generali |   Testa |  Tartufo |   Canna nasale |   Labbra e muso  | Mascelle |  Dentatura |  Robustezza delle dentature |  Cranio |   Occhio  | Orecchio |  Collo |  Corpo |  Dorso |  Arti anteriori o toracici |   Arti posteriori  | Manto |  Pelle |  Altezza al garrese |  Peso | 
Cranio
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  Il cranio, che ha una lunghezza e una larghezza bizigomatica pari a 6,4/10 della lunghezza totale della testa (è cioè molto lungo: 25,6% dell'altezza al garrese), visto di fronte si presenta leggermente convesso con fronte alta e bozze frontali marcatissime suddivise sagittalmente dal solco mediano. Detto solco, che segue aboralmente la scanalatura della canna nasale e ha per base la sutura metopica, giace nel fondo di un ampio avvallamento (fossa frontale) che, iniziando poco al di sotto del punto Nasion, si perde alla sommità del cranio.
  Bozze frontali estremamente sviluppate nelle tre dimensioni, fossa frontale profonda, solco mediano incassato, arcate orbitali molto marcate e zigomi fortemente protesi all'esterno, sono caratteristiche etniche fondamentali: ogni deviazionismo comporta declassamento.
  Il cranio, visto di profilo, forma un arco ad andamento irregolare: più accentuato nella sottoregione frontale (dove la teca ossea è molto convessa su tutta l'area dei seni). Più pianeggiante nella sottoregione craniana, lungo la cresta sagittale (che è molto pronunziata); la cresta occipitale è solo moderatamente sviluppata.
  Nel cane i seni frontali sono divisi in sezione trasversale per ogni lato in 3 porzioni: laterale (la più vasta) mediale (di sviluppo medio), rostrale (la più piccola). Nel San Bernardo le tre porzioni devono essere estremamente sviluppate nelle tre dimensioni e particolarmene la laterale che ha comunicazione con la cavità nasale. Seni frontali stretti comportano occhi ravvicinati e sono da combattere.



I corretti rapporti cranio-muso

I corretti rapporti cranio-muso.
Indice cefalico = 64 Lunghezza totale testa = 36/37% dell'altezza al garrese.
Lunghezza e larghezza del cranio = 6,3/6,4/10 della lunghezza totale della testa Lunghezza del muso=3,6/3,7/10 della lunghezza totale della testa.
Le facce laterali del muso sono fra loro parallele

Il cranio
(In alto a sinistra): cranio corretto.
(In alto a destra): ipertrofia del muscolo temporale (difetto)
(In basso a sinistra): ipersviluppo del muscolo temporale
sia lateralmente che superiormente
con appiattimento del cranio.
(In basso a destra): ipotrofia del muscolo temporale e salienze ossee troppo evidenziate
(testa ossuta e vecchieggiante)


  Nella sottoregione frontale le due ossa omonime si elevano bruscamente dai processi delle ossa nasali e dei mascellari superiori dando luogo alla depressione nasofrontale (stop) il cui angolo, nella zona mediana della fronte (solco mediano), è di circa 120° (angolo cranio-facciale) e a livello delle bozze frontali è di 90/95° (angolo seni-nasale). Inoltre, nel San Bernardo l'angolo axio-facio-laterale (che si ottiene dall'incrocio di due rette, una che tocca il punto più esterno dell'arcata zigomatica [non della guancia], e la faccia esterna del muso a livello del canino, l'altra che è data dall'asse mediano della testa), per il grande sviluppo delle arcate zigomatiche, è di circa 25°/30°.
  Diversi soggetti hanno il punto più alto del cranio nel frontale, oralmente a circa cm 2 dal punto craniometrico Bregma (cioè a circa cm 2 dal punto di congiunzione delle due creste frontali nella cresta sagittale), altri invece hanno il punto più elevato nella sommità dell'apofisi occipitale.
  Nel primo caso la convergenza degli assi non viene infirmata perché il prolungamento all'indietro dell'asse facciale esce sempre molto al di sotto dell'apofisi occipitale. Nel secondo caso, che noi preferiamo, vi è sempre una più netta convergenza e la cresta occipitale non è molto pronunziata. Tuttavia, entro certi limiti, un suo aumento volumetrico non costituisce difetto grave se non è associato, come di frequente, a uno sviluppo esagerato della cresta sagittale e a una riduzione diametrale della scatola cranica. Tali caratteristiche sono rilevabili soprattutto quando per l'età (troppo giovanile o avanzata) o per malattie, i muscoli cranici non hanno spessore e tonicità normali (cranio a tetto). Sovente una prominenza eccessiva dell'apofisi occipitale e della cresta sagittale si lega anche a piattismo del cranio.


Il cranio
   Il cranio visto di profilo
La depressione naso-frontale     


  Nel cranio piatto, spesso la pelle della fronte forma un eccesso di rughe perché il tegumento non ben steso su una teca ossea arcuata si affloscia (testa di Bloodhound). Caratterizzati in genere da parallelismo o divergenza degli assi cranio-facciali, i San Bernardo a cranio piatto sono tipici dell'allevamento inglese e derivano da incroci effettuati nel XIX secolo fra i primi esemplari di importazione svizzera ed i Mastiff (nell'intento di potenziare taglia e peso). Detti cani non possono ottenere nell'Europa continentale ed in USA alcun piazzamento. All'opposto abbiamo il cranio globoso o a mela che è proprio degli ipertipi e va fortemente penalizzato.


Il cranio
(A sinistra): punto più alto del cranio nel frontale;
(a destra): punto più alto del cranio sull'apofisi occipitale
Testa da "Bloodhound"
(veccchio tipo inglese) (grave difetto)


  Visto dall'alto il capo si presenta quadrato per la protrusione delle arcate zigomatiche e l'insieme delle potenti masse muscolari.
  In particolare il muscolo temporale deve essere ben sviluppato, però mai ipertrofico. Infatti il capo del San Bernardo, dato anche il grandissimo sviluppo osseo, appare angoloso con salienze ossee ben evidenziate, lievemente depresso alla regione delle conche (fontanelle) e moderatamente arcuato nell'area parieto-mastoido-temporale.
  Viceversa, se lo sviluppo osseo della scatola cranica e delle arcate zigomatiche è normale ma il temporale è ipertrofico, si attenua o scompare la prescritta lieve depressione alle fontanelle, si arrotondano gli archi sopraccigliari, il capo diviene pieno ai parietali, liscio (privo di rilievi) e di aspetto grossolano.
  Quando poi l'ipertrofia del temporale è tale spessorialmente da avere inibito lo sviluppo cranico, allora il capo si presenta ugualmente rigonfio ai lati, ma piatto superiormente con bozze frontali ed archi sopraccigliari appiattiti. Quest'ultimo difetto, che fa perdere alla testa la sua caratteristica plasticità e nobiltà, è gravissimo.
  Se viceversa i muscoli del capo e particolarmente il temporale sono ipotrofici, allora le salienze ossee risultano troppo evidenziate e le conche eccessivamente infossate (teste ossute, macilente, scarnificate e vecchieggianti). Tale difetto è ancora più grave dei due succitati.
  Va precisato che nel San Bernardo gli sviluppatissimi muscoli masticatori hanno però dei limiti nella loro espansione in avanti. Particolarmente il temporale che nel cane ha la forma di un largo ventaglio con la base rivolta in alto, quando è troppo espanso in senso oraletende a eomprimere le bozze frontali. Nel San Bernardo come nel Terranova questo muscolo ha un arresto Iongitudinale che lascia libero il grande sviluppo dei seni.
  L'arcata orbitale è fortemente marcata e scolpita (caratteristica etnica). L'areata zigomatica è molto sviluppata ma la guancia ai masseteri tende ad appiattirsi talché la zona masseterina è piena ma non troppo rigonfia.
  I masseteri eccessivamente rigonfi tolgono nobiltà alla testa e sono perciò da penalizzare (masseteri da bulldog). Il muscolo massetere, che ha il suo attacco nella fossa omonima della mandibola, nel San Bernardo è, come il temporale, frenato nella sua espansione in avanti.
  Per quanto riguarda gli pterigoidei interno ed esterno il loro sviluppo è ottimo ma senza eccessi.


Il cranio
La parte superiore del cranio
deve avere un aspetto angoloso
Testa da "Bloodhound"
ad assi cranio-facciali divergenti
(grave difetto) (Fleischli)
Eccessivo sviluppo
dei masseteri


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Occhio
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  Gli occhi, di grandezza media, moderatamente profondi (in conseguenza del grande sviluppo dei seni fronta1i), sono posti in posizione sub-frontale.
  La posizione frontale (che si determina quando l'asse palpebrale forma con l'asse mediano della testa un angolo retto) è tollerata, anche se è propria di crani grossolani, superbrachignati, ipertipici e si associa quasi sempre a rima palpebrale tonda ed esoftalmo (occhio di bue).
  La posizione semilaterale è sempre un difetto gravissimo anche nelle femmine e si accomuna normalmente ad occhio ovaleggiante (a mandorla).
  Le posizioni laterale ed ultralaterale comportano il completo declassamento. I globi oculari infossati (enoftalmici) o piccoli (microoftalmici) o sporgenti (esoftalmici) vanno severamente penalizzati perché alterano la fisionomia del soggetto.
  L'iride deve essere bruno-scura, particolarmente oggi che si ha la tendenza ad ottenere cani di colore fulvo più carico e con maschera molto abbrunita (in genere l'iride deve presentare lo stesso colore delle parti più scure del mantello - esclusa la maschera).
  L'iride chiara porta a una perdita rilevante di punti.
  Nel San Bernardo si definisce chiaro l'occhio quando ha il colore della birra bionda.
  Il colore bruno-nocciola dell'iride è tollerato.
  L'occhio gazzuolo comporta la squalifica.

L'occhio
(A sinistra): posizione subfrontale. I 10° rappresentano l'ideale anche per la migliore forma della rima palpebrale
(Centro): posizione subfrontale avanzata. I 15° sono tipici delle femmine.
L'occhio però tende ad allungarsi e a perdere gli angoli
(A destra): posizione semilaterale. Occhi molto allungati. Mai più di abbastanza buono




L'occhio
(A sinistra): posizione semilaterale. I 25° sono al limite del declassamento totale.
In questa posizione gli occhi sono ovali e quindi non accettabili
(Centro): posizione semilaterale avanzata (30°). Occhi a mandorla. Declassamento totale
(A destra): posizione ancora frontale, ma verso il subfrontale. I 5° con l'orizzonte rappresentano il limite inferiore




L'occhio

(A sinistra): la forma tonda della rima palpebrale è in relazione con la posizione frontale cui generalmente si associano linee curve del capo e del muso (tartufo compreso). Tale posizione è propria soprattutto degli ipertipi
(Centro): posizione frontale. Linee tonde, occhi tondi, al limite del declassamento totale
(A destra): posizione frontale, occhi tondi, non è più un San Bernardo. Declassamento totale


  Molto importante è lo sguardo che deve essere intelligente, amichevole e sognante. Taluni maschi e molte femmine hanno uno sguardo particolarmente dolce che è gradito solo quando non sia disgiunto dalla tipica espressione di maestosa nobiltà e potenza (cui concorre anche l'insieme della testa).
  Un occhio con le giuste caratteristiche di forma e colore, ma non benevolente, va penalizzato.
  Nei buoni maschi gli occhi sono molto distanziati (fino a cm 9). Gli occhi ravvicinati modificano negativamente l'espressione del cane e spesso si accomunano a cranio piatto e a seni frontali poco sviluppati trasversalmente.
  L'apertura oculare è a disegno romboidale e forma oltre ai due angoli normali dell'occhio (nasale o interno e temporale o esterno), la piega angolare superiore e la piega angolare inferiore, poste rispettivamente in alto, alquanto verso l'angolo nasale e in basso, leggermente verso l'angolo temporale.
  Anche l'occhio delle femmine deve possedere queste caratteristiche. Un cane con occhio ovale o tondo va bandito dalla riproduzione. Un occhio scarsamente angoloso va duramente penalizzato. La piega angolare inferiore, che prende la forma di un triangolo nettamente tagliato e a base molto stretta, deve essere posta quanto più possibile al centro della rima palpebrale e mostrare, oltre la sclerotica, appena un poco di congiuntiva. Tale triangolo, quando gli orli palpebrali sono rigorosamente neri e la nictitante è poco o punto pigmentata, costituisce un importante coefficiente di nobiltà.
  L'eccessiva lateralità della piega angolare inferiore è un difetto molto comune che qualche volta si associa a una scollatura eccessiva delle palpebre ed a conseguente arrossamento o ipertrofia della congiuntiva.

L'occhio
(A sinistra): l'occhio ideale  (Centro): Occhi tondi, pungenti (abbastanza comune nelle femmine). No eccellente al soggetto
(A destra): eccesso di pelle, palpebre superiori pesantissime quasi a coprire completamente l'iride.
Espressione completamente sbagliata. Questo soggetto non può ottenere l'eccellente




L'occhio
(A sinistra): eccessiva lateralità dell'angolo inferiore e scollatura della palpebra inferiore
(Centro): occhi grandi esoftalmici e scoperti con divaricamento e forte ptosi della palpebra inferiore.
Questo cane non può avere l'eccellente
(A destra): L'eccesso di pelle chiude l'occhio. Pelle lassa, linfatismo, degenerazione!




L'occhio
(A sinistra): occhi protrudenti (giusta grandezza). Manca l'angolo superiore e l'inferiore. Pessima espressione.
Questo soggetto non può avere l'eccellente
(A destra): occhi con globo troppo grande e prominente (esoftalmia) per ipersviluppo dei muscoli masticatori contenuti
nella cavità orbitale che spingono in fuori il bulbo. Questo soggetto non può ottere l'eccellente.



  Talora nei cani linfatici che hanno pelle abbondante e lassa, il tegumento si addensa sulla fronte e sulle arcate sopraccigliari e grava sulle palpebre superiori spingendole in basso a coprire parte dell'occhio. È un difetto che guasta completamente la fisionomia del cane. La nictitante totalmente pigmentata non è gradita, in particolare se associata a ptosi palpebrale o a piega angolare inferiore troppo allargata. Infatti la congiumtiva che appare abbondantemente al di sotto della nictitante completamente nera conferisce al cane una brutta espressione (che peggiora ulteriormente quando la pigmentazione interessa un solo occhio).
  Se viceversa l'occhio è giustamente serrato, e la congiuntiva è soltanto in minima parte visibile, la nictitante nera non costituisce difetto.
  È problema complesso che richiederebbe un'ampia trattazione anche in rapporto alla indubbia vulnerabilità dell'occhio nel San Bernardo.
  L'occhio a capo eretto deve mostrare, come si è visto, poca congiuntiva. Se le palpebre inferiori sono scollate cadenti o a semiluna, l'animale perde in nobiltà e giusta espressione.
  I margini palpebrali devono essere rigorosamente pigmentati di nero, la loro depigmentazione anche parziale è un segno di degenerazione.


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Orecchio
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  Gli orecchi, quanto gli occhi, contribuiscono a tipicizzare la testa e a conferirle il suo aspetto angoloso e nobile. Di grandezza media rispetto al volume del capo, pendenti, di forma triangolare, con padiglione assai ampio, attaccati piuttosto in alto (inserendosi al di sopra delI'arcata zigomatica), alquanto distanziati tra loro, mobilissimi, hanno base larga e muscoli auricolari potenti.
  Nel loro punto di attacco sporgono alquanto all'esterno facendo apparire ancora più larga e marcata la porzione superiore del cranio.
  Quando il cane è in attenzione, il margine superiore laterale del capo viene formato dall'orecchio alquanto rilevato alla inserzione cosicché l'attacco dell'orecchio forma col cranio, visto dal davanti, una linea dritta.
  Di profilo detta inserzione ha oralmente il suo limite a 3/4 della lunghezza del cranio, partendo dall'occipite. Aboralmente può arrivare a toccare l'attacco della testa al collo.
  Il margine anteriore dell'orecchio aderisce alla guancia e a testa orizzontale, di profilo, disegna, dall'alto al basso, una doppia curva a forma di S rovesciata.
  Il margine posteriore si protende alquanto in fuori e forma con il margine inferiore un angolo ben netto che appare a livello degli occhi quando il cane è in attenzione. Gli orecchi portati all'indietro (cioè a meno di 3/4 della lunghezza del cranio, partendo dall'occipite) - cani timidi - privano la testa di incisività e sono da penalizzare, cosÌ come gli orecchi attaccati troppo in alto o troppo in basso.
  Se la base dell'orecchio è stretta e i muscoli auricolari sono rilassati, i padiglioni si afflosciano, se la base è troppo larga si dispongono a farfalla. In ambedue i casi la linea superiore della testa viene alterata.
  Questi difetti comportano severe penalizzazioni.
  L'apice non deve scendere oltre la gola.
  L'orecchio di giusta dimensione, quando viene steso, copre metà lunghezza della canna nasale.
  Le rughe frontali, citate dallo standard, a nostro avviso devono essere, a capo eretto, quasi invisibili ed evidenziarsi solo leggermente quando il cane è attento e quindi l'orecchio è rialzato.
  Le rughe accentuate privano l'animale di nobiltà e gli conferiscono una espressione truce.
  Il giudice tedesco Boppel, in un congresso di giudici specialisti tenuto nel gennaio del 1905, presentò quattro schizzi di teste di San Bernardo viste di profilo. La n° 1 da lui definita ideale, rappresenta il famoso cane Kean di proprietà dello svizzero dr. Künzli, le n° 2, 3 e 4 si allontanano gradualmente da questo tipo ideale allo scopo di stabilire una scala di valori utile ai giudici.
  Secondo noi detti schizzi sono oggi superati e perciò ne presentiamo altri coi relativi commenti (vedi disegni).

Il muso
(Da sinistra): 1 troppe macchioline sul muso (difetto)   2 L'eccesso di rughe conferisce al cane una espressione truce e poco nobile (difetto)   3 Narici chiuse, ali nasali carnose (due difetti)   4 Tartufo piccolo (difetto)  
5 Attacco degli orecchi debole, muscoli auricolari troppo rilassati (difetto)




Testa

(Da sinistra): 1 orecchi attaccati troppo in alto (difetto)   2 occhi in semilaterale (difetto)   3 la testa ideale secondo l'autore  
4 disgiunzione a V stretta delle labbra superiori (difetto)   5 testa impostata su linee tonde (difetto)


La cosa più difficile nell'allevamento del San Bernardo è la conservazione della forma tipica della testa. La testa ideale si trova nel giusto mezzo fra l'ipotipo e l'ipertipo.
  Nel San Bernardo ciò che noi chiamiamo tipicità è opera dell'uomo. Ne consegue che se nella selezione di questa razza non curiamo costantemente il tipo in breve tempo la natura riprende il sopravvento e ci riporta all'archetipo. Nel lontano progenitore del San Bernardo le labbra erano certamente meno profonde, le aperture oculari più rotondeggianti, la fronte piatta e il muso conico. Tali caratteri, che anche oggi compaiono talvolta negli allevamenti, sono propri dell'ipotipo.
  In opposizione all'ipotipo troviamo l'ipertipo nel quale la tipicità è spinta all'estremo e volta in caricatura; la testa cioè presenta assi cranio-facciali esageratamente convergenti, fronte altissima, cranio globoso con angolo seni-nasale tendente all'acuto, muso cortissimo, dentatura spesso incompleta e atrofica.


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Collo
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  Il collo, che è attaccato alto, deve fondersi armonicamente col garrese, col petto e con le spalle. Estremamente potente, con distacco dalla nuca marcatissimo e a profilo superiore convesso, causa la ricca criniera (specie nella varietà a pelo lungo) appare piuttosto corto, ma in realtà la sua lunghezza sfiora i 4/10 dell'altezza al garrese. Il suo perimetro corrisponde ai 9/10 di tale altezza. Si tenga presente che la lunghezza del collo va misurata a testa orizzontale o, meglio, lievemente abbassata verso terra. «La misurazione si effettua sul margine superiore del collo dalla nuca all'angolo craniale del garrese» (Solaro).
  Il collo piuttosto lungo del San Bernardo ha la sua base teorica nel fatto che questo cane è prevalentemente un galoppatore ed un mesomorfo ad arti lunghi, con valori alti dell'indice corporale (80) e valori relativamente bassi dell'indice toracico (70).
  Le spalle giustamente inclinate ed il garrese alto fanno apparire il collo più lungo e armonioso, viceversa il garrese basso e l'angolo scapolo-omerale troppo chiuso lo fanno apparire corto.
  La giogaia, che va esaminata quando il cane è in attenzione, cioè a collo eretto, è abbastanza sviluppata, ma non esagerata o indivisa e flaccida. L'eccesso di giogaia, che si accompagna spesso a lassità di pelle e ad altri segni di linfatismo, è da penalizzare.
  Da bandire il collo gracile e privo dello stacco con la nuca e il collo carnoso che sovraccarica il treno anteriore. Da penalizzare severamente il collo non ben fuso con garrese, petto e spalle, con scarsa convessità del suo profilo superiore, troppo lungo o troppo corto. I muscoli del collo (trapezio, romboide, sopraspinoso, brachi cefalico, mastoideo, sterno-cefalico, omerale, ecc.) sono molto potenti ma alquanto lunghi.
  Un collo corretto è fondamentale per la funzione che questa regione svolge nella meccanica animale. Infatti il bilanciere cefalo-cervicale (il collo con la testa), sposta in avanti il baricentro.

La costruzione ideale
La costruzione ideale
del maschio e della femmina
   Lo scheletro
Le regioni zoognostiche



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Corpo
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  La lunghezza del tronco, dalla punta della spalla alla punta della natica (tuberosità ischiatica), supera del 12/15% l'altezza al garrese.

Petto
Molto largo ed aperto, con muscoli pettorali estremamente sviluppati. La sua larghezza, in proporzione diretta alla larghezza del torace, raggiunge nei buoni maschi il 30% dell'altezza al garrese.
  Da penalizzare il petto stretto e poco muscoloso.

Gabbia toracica
La funzione del San Bernardo come cane da lavoro esige la massima ampiezza dell'area polmonare e dell'apparato cardio-vascolare, quindi una gabbia toracica estremamente sviluppata nelle 3 dimensioni (altezza profondità, larghezza) e nel suo perimetro.

Altezza
Generalmente determinata dalla sommità del garrese al margine inferiore dello sterno (diametro sterno-vertebrale) corrisponde a meno di metà dell'altezza al garrese (in genere dal 50% al 45% di tale altezza). Il torace deve scendere al gomito senza oltrepassarlo ed il profilo sternale è lungo e tendenzialmente orizzontale.
  Un difetto abbastanza comune e da penalizzare è il garrese basso che riduce alquanto la distanza tra gomito e garrese e (abbassando il margine sternale oltre il livello dei gomiti) fa apparire troppo alto un torace di giuste dimensioni. Talvolta nelle femmine e nei cani anziani, particolarmente corpulenti o con cingolo scapolare rilassato, una gabbia toracica perfetta può apparire troppo discesa.
  Un torace povero in altezza compromette la funzionalità dell'animale e perciò costituisce difetto gravissimo. Profondità Misurata dalla punta del manubrio dello sterno alla parte mediana della penultima falsa costa (diametro sagittale), nel San Bernardo è notevole (per la grande obliquità degli archi costali e per la conseguente larghezza degli spazi intercostali) essendo pari al 55% dell'altezza al garrese. Detta sensibile profondità consente una maggior lunghezza del tronco rispetto all'altezza, pur nel mantenimento di un rene solido e corto.

Larghezza
La larghezza, che nel San Bernardo raggiunge valori alti (corrisponde infatti al 35% dell'altezza al garrese), è determinata dal diametro trasversale sulla parte più convessa del costato, il che è sempre preferibile. In molti soggetti tale diametro è massimo a metà altezza, in altri, specie di allevamento tedesco, è massimo nella parte bassa del torace.
  Le coste sono lunghe, ben cerchiate ma senza eccessi. Da bandire il torace piatto. Da penalizzare il torace a botte che ostacola il movimento e toglie nobiltà alla figura, il torace stretto o carenato. La carenatura causata dalla brusca riduzione del diametro trasverso nella parte inferiore del costato, determina un vuoto fra torace e gomito cosicché quest'ultimo diventa scollato e talvolta oscillante.
  È un difetto piuttosto comune nel San Bernardo, specie nei soggetti giovani di grande taglia tendenzialmente longilinei.
  Quando il diametro trasverso è sotto il 35% dell'altezza al garrese gli avambracci sono troppo ravvicinati (cane stretto davanti), quando è sopra, gli avambracci sono troppo distanziati (cane largo davanti). Il primo difetto è più grave del secondo e va perciò più severamente penalizzato.

Perimetro toracico
È di almeno il 30% superiore all'altezza al garrese. L'indice corporale, come si è visto, è di 80.

Garrese
Il garrese, che ha per base anatomica le prime cinque vertebre dorsali e la sommità delle scapole, è lungo, relativamente largo, molto prominente, asciutto, netto, armonicamente fuso col dorso ed è il rilievo più alto della linea superiore del tronco. I1 garrese prominente e lungo indica soprattutto notevole lunghezza dei processi spinosi che, assieme alla sommità delle scapole, ne costituiscono la base scheletrica. Poiché l'altezza dei processi spinosi cresce fino alla 5a vertebra dorsale, la statura dell'animale si determina da questa vertebra a terra.
  I processi spinosi, che sono delle leve di tensione della colonna vertebrale e dei muscoli elevatori della spalla (trapezio e romboide), quanto più sono alti tanto più favoriscono l'irrigidimento e la solidità del dorso e dei lombi, l'ampiezza di contrazione dei muscoli elevatori della spalla e, indirettamente, gli sforzi impulsivi del posteriore.
  Un garrese alto e prolungato all'indietro contribuisce perciò a rendere dritta la linea dorsale, ben inclinata la spalla, ampio e potente il passo.
  Difetto comune nel San Bernardo, come già accennato, è il garrese basso e corto che fa apparire lunga la linea dorsale e, in concomitanza ad angolo scapolo omerale troppo chiuso o ad eccesso di inclinazione del braccio, sposta il centro di gravità sull'anteriore.
  I cani con questa serie di difetti sono gettati sul davanti e di conseguenza tendono a sollevare poco gli arti anteriori, hanno andatura impacciata e poco energica per riduzione in lunghezza dei muscoli elevatori delle spalle e affievolimento degli impulsi del posteriore. Da penalizzare il garrese alto e corto che determina una demarcazione troppo netta con la linea dorsale e impedisce l'armonica fusione garrese-dorso. Più raro nella razza il garrese tagliente (punte delle scapole troppo alte e ravvicinate). Comune il garrese basso e grasso o, peggio, incavato, gravi difetti in una razza da lavoro.

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Dorso
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  Il dorso ha funzione di sostegno ed il compito di trasmettere all'anteriore l'impulso del posteriore.
  Nel San Bernardo è piuttosto lungo, largo, muscoloso, solido, rigorosamente retto ed in leggerissima discesa dall'avanti all'indietro.
  È ben noto che esistono nelle razze canine tre profili del dorso: il convesso (Greyhound), il retto (Pointer), il concavo (Bracco italiano), il San Bernardo ha il profilo retto.
  I più comuni difetti del dorso sono la cifosi e la lordosi. Il dorso convesso o dorso di carpa (cifosi), fisiologico nei giovani cani di San Bernardo da 4 a 14 mesi, è caratterizzato da una convessità longitudinale che partendo in genere dalla I0a vertebra dorsale si raccorda alla curva del lombo.
  I cani con dorso di carpa che sono più corti e meno flessibili, subiscono una riduzione del movimento e della capacità di sviluppare andature veloci in quanto la spinta degli arti posteriori trova un intoppo nel segmento dorso-lombare cifotico che ne attenua l'impulso. Va tuttavia sottolineato che se il dorso di carpa ha il difetto di essere eccessivamente rigido e di frenare il movimento ha però il pregio, quale vero e proprio ponte, di essere resistente e solidissimo.
  Riterremmo perciò che quando la malformazione è di modesta entità e non si associ a deficienza muscolare del posteriore e a groppa troppo avvallata, vada perdonata, considerato che il San Bernardo non è un cane velocissimo e viene spesso usato per soma. (Va ricordato che all'origine questo cane era utilizzato dai monaci del Gran San Bernardo per trasportare pesi sul dorso).
  Il dorso insellato (o lordosi), abbastanza frequente nel San Bernardo, è in correlazione col rilassamento dei legamenti inferiori delle vertebre in cani a garrese corto, dorso e lombi lunghi.
  Consiste in una concavità longitudinale che può essere limitata a una porzione della linea dorsale ma che spesso si allunga dal garrese alla groppa. I cani con questa gravissima malformazione sono poco solidi, fiacchi e scarsamente mobili perché (oltre a presentare, come i cani cifotici, condizioni di ostacolo alla trasmissione degli impulsi) l'energia da loro spesa per opporsi all'abbassamento della colonna va a scapito della forza propulsiva del posteriore.
  I dorsi insellati vanno perciò sempre duramente penalizzati. Talvolta si osserva in alcuni cani il margine del dorso interrotto in corrispondenza dell'11a  vertebra dorsale. Questo difetto, che spesso si accomuna a garrese alto e corto e a insufficiente sviluppo dei muscoli dorsali, non è gravissimo, se ridotto in modesti limiti, tuttavia va penalizzato perché, come accennato, il dorso deve essere perfettamente rettilineo.
  Da penalizzare fortemente pure il dorso stretto, tagliente, a tetto o la cosiddetta falsa insellatura (insellatura apparente) legata a una sopraelevazione del treno posteriore. Il dorso del San Bernardo è di grande spessore, perché legato allo sviluppo delle masse muscolari e soprattutto del muscolo lungo dorsale.

Il dorso
(A sinistra): dorso cifotico, groppa avvallata, ventre ritratto (3 difetti)
(Centro): basso sugli arti, cinto scapolare rilassato, lordosi, groppa avvallata (4 difetti)
(A destra): falsa insellatura (difetto)

Rene o lombo
Il lombo, ponte di congiunzione fra posteriore ed anteriore, nel San Bernardo dev'essere corto (un lombo lungo determina un posteriore oscillante con danno per la trasmissione dell'impulso; il rene lungo è tuttavia tollerabile se il rene è ben attaccato ed ha muscoli ben sviluppati). Il rene deve essere solidissimo, largo (perché le apofisi trasverse delle vertebre sono assai sviluppate in lunghezza e le masse muscolari sono parimenti molto sviluppate), alquanto convesso e armoniosamente fuso col dorso e la groppa. La sua lunghezza è pari alla larghezza e corrisponde al 20% dell'altezza al garrese.
  È inaccettabile se tagliente, da penalizzare se è lungo, spiovente (atrofia muscolare), vacillante in andatura, troppo sensibile alla pressione (d'altro canto l'assoluta insensibilità alla pressione v indice di anchilosi vertebrale). Da penalizzare inoltre se piatto, basso e male attaccato (per un lombo male attaccato e avvallato - rene insellato - vale quanto detto a proposito del dorso e cioè che la forza propulsiva del posteriore tende a spezzarsi in questa regione e il soggetto deve consumare gran parte delle energie per opporsi all'abbassamento dell'asse renale).

Ventre e fianchi
Il ventre è pieno e moderatamente retratto. Il suo profilo inferiore, che segue quello pressoché orizzontale dello sterno, si eleva armonicamente verso i fianchi. Il ventre nettamente retratto (ventre di lepre), che si accompagna in genere a dorso convesso (e consegue a rachitismo o a disfunzione dell'apparato digerente), va penalizzato come il ventre avvallato (espressione sempre di linfatismo, obesità, verminosi o errata alimentazione).
  I fianchi sono, come i lombi, assai corti. L'incavo del fianco è poco pronunziato. I fianchi lunghi e infossati sono da penalizzare.

Groppa
La groppa, fulcro di trasmissione all'anteriore degli impulsi dei garretti, ha una grande influenza sull'angolazione degli arti posteriori e perciò va giudicata anche in rapporto ad essi.
  Nel San Bernardo è lunga, con tuberosità ischiatica spostata all'indietro, estremamente larga e lievemente rotondeggiante per ottimo sviluppo scheletrico e muscolare (da notare che nel San Bernardo i muscoli della groppa sono voluminosi ma anche lunghi).
  La sua lunghezza, misurata dalla punta dell'anca alla punta della natica, corrisponde al 33,2% dell'altezza al garrese. La sua larghezza anteriore è determinata cranialmente fra le due punte delle anche (larghezza bisiliaca), la sua larghezza media è data dalla distanza fra i due trocanteri (larghezza bistrocanterica), la sua larghezza posteriore è data dalla distanza fra le punte delle natiche (larghezza bisischiatica).
La groppa
Groppa a tetto   
(difetto)   

  La sua inclinazione, secondo l'asse del coxale (retta che unisce la punta dell'anca alla punta della natica), deve formare con l'orizzonte un angolo che va da 15° a 25°. Possiamo perciò definirla pressoché orizzontale. Si tenga presente che la groppa è definita orizzontale quando l'inclinazione del coxale è di 15°/25°, è definita inclinata da 25° a 30°, è definita obliqua o avvallata quando supera i 30°.
  Numerosi soggetti presentano la groppa inclinata con angolo da 25° a 30°; poiché, come detto, il San Bernardo è prevalentemente un galoppatore, siamo del pa rere che una groppa inclinata possa essere tollerata ma non gradita. Oltre tale limite (groppa obliqua o avvallata) va però severamente penalizzata perché si accompagna sempre a «posteriore sotto di sé», a muscoli ischio tibiali troppo corti e conseguente deambulazione difettosa.
  Altro difetto da penalizzare severamente è la groppa troppo orizzontale (sotto i 15°) che determina un raddrizzamento femoro-tibiale e di conseguenza angoli troppo aperti e garretti dritti. Quando poi la groppa, oltre ad essere eccessivamente orizzontale, è anche corta, si determina una seria limitazione del movimento.
  Il bacino è molto ampio, sia nei maschi che nelle femmine. La punta delle anche, a cane piazzato, si trova leggermente più in basso del garrese. Nei giovani cani fino a 18 mesi può tollerarsi un posteriore alquanto più alto. Da penalizzare inoltre le groppe strette, taglienti, scarnite, angolose o spioventi. Quest'ultimo difetto, assai grave, si presenta quando alla più o meno accentuata inclinazione antero-posteriore si aggiunge la forma a tetto, cioè la spina soprasacrale prominente.

Coda
La coda, inserita alta, molto grossa alla radice, lunga e pesante, tenuta pendente in riposo oppure con la sola estremità ricurva indietro, ha una lunghezza pari al 70% dell'altezza al garrese. Quando l'animale è eccitato può essere più o meno sollevata sul dorso, ma mai incurvata ad anello (coda da volpino). I cuccioli portano sempre la coda arricciata.
  Da penalizzare la coda a bandiera, corta (sopra il tarso).

Organi sessuali
Testicoli regolarmente sviluppati, mobili nei loro involucri e scesi allo scroto.


Muscolatura
I muscoli

l) Muscolo canino. 2) Muscolo canino 3) Muscolo buccina-tore labiale.4) Muscolo risorio.5) Muscolo massetere.
6) Muscolo grande zigomatico. 7) Muscolo temporale. 8) Muscolo sternodoideo. 9) Muscolo parotido-auricolare.
10) Muscolo digastrico. 11) Muscolo occipitale. 12) Muscolo sterno-cefalico. 13) Muscolo mastoido-omerale.
14) Muscolo bicipite. 15) Muscolo trapezio (dorsale-cervicale). 16) Muscolo angolare della scapola.
17) Muscolo omotracheliano. 18) Muscolo deltoide. 19) Muscolo tricipite.
20) Muscolo estensore anteriore del metacarpo e delle dita. 21) Muscolo flessore del metacarpo.
22) Muscolo flessore laterale del metacarpo. 23) Muscolo flessore obliquo del metacarpo. 24) Muscolo interno del gomito.
25) Muscolo lungo elevatore delle falangi. 26) Muscolo gran dorsale. 27) Muscolo pettorale aseendente.
28) Muscolo retto dell'addome. 29) Muscolo grande obliquo addominale. 30) Muscolo gluteo medio.
31) Muscolo tensore della fascia lata.32) Muscolo psoas. 33) Muscolo gluteo superficiale. 34) Muscolo bicipite femorale.
35) Muscolo semimembranoso. 36) Muscolotibiale anteriore. 37) Muscolo lungo estensore delle falangi.
38) Muscolo lungo estensore della gamba. 39) Muscolo flessore profon-do delle falangi. 40) Tendine d'Achille


Scheletro
Lo scheletro

1) Osso intermascellare. 2) Osso mascellare superiore. 3) Osso frontale. 4) Osso parietale. 5) Processo zigomatico.
6) Mandibola. 7) Cavità orbitale. 8) Atlante.9) Ultima vertebra del collo. 10) I costola. 11-12) Falsecostole.
13) Manubrio dello sterno. 14) Apofisixifoidea. 15) III vertebra dorsale. 16) XIII dorsale. 17) I lombare. 18) Ultima lombare. 19) Sacro. 20) Coda. 21) Scapola. 22) Omero. 23) Radio. 24) Ulna. 25) Carpo. 26) Metacarpo. 27) Falangi. 28) Bacino. 29) Articolazione coxofemorale. 30) Femore. 31) Rotula. 32) Tibia. 33) Fibula. 34) Tarso. 35) Metatarso. 36) Falangi



Bruno
Camp. Int. It. Bruno del Soccorso
(figlio di Anton v. Höfli), denominato
"la testa" dai sambernardisti americani


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