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| I San Bernardo inglesi | |||
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L'Inghilterra è un paese che affascina sempre noi continentali, non solo per le sue caratteristiche così tipicamente insulari e per gli antichi costumi in buona parte conservati nonostante l'avanzante e devastante americanizzazione (che come rullo compressore tutto stritola in Europa, non risparmiando neppure i paesi pià tradizionalisti), ma anche per i suoi tesori d'arte, i suoi castelli e le campagne bellissime e parzialmente incontaminate. Ma a parte ciò l'Inghilterra, patria delle esposizioni canine e della cinofilia, è il punto di riferimento a cui tutti noi amatori del cane di razza facciamo capo, pur non ignorando che i grandi allevatori del passato da Beaufort a Gordon da Lawerack a Malmesbury, da Arkwright a Llewellin, da Tweedmouth a Macdona, rimangono un ricordo lontano e le razze sono passate, salvo eccezioni, dalle mani di ricchi possidenti di campagna ed eccezionali selezionatori, nelle mani di piccoli e medi produttori che non dispongono certo dei mezzi dei loro predecessori. Tuttavia esiste tuttora in Inghilterra un fiorire di allevamenti che può soddisfare le esigenze di un vasto pubblico, sia all'interno che all'estero. Nel capitolo dedicato alla storia della razza (a cui rimandiamo il lettore) viene sottolineato che sul finire dell'800 si determinarono in Europa nel San Bernardo due modelli: quello continentale, caratterizzato da teste ad assi cranio-facciali convergenti e quello inglese, con teste ad assi cranio-facciali paralleli o divergenti. Questa differente tipologia si è protratta praticamente fin quasi ai giorni nostri rendendo il tipo inglese e il tipo continentale fra loro incompatibili. Solo in questi ultimi anni gli inglesi hanno cominciato ad importare numerosi soggetti dal continente e soprattutto dalla Germania, dove i San Bernardo hanno una pià accentuata caratterizzazione e tale introduzione ha sensibilmente modificato le teste inglesi, avvicinandole abbastanza al tipo continentale. Noi trattiamo comunque qui della «classica versione inglese» che come detto si differenzia soprattutto nella testa dalle tipologie che noi nel Continente prediligiamo. Esemplari di classe di questa versione furono, tra i tanti, i citati King of Northumbria, Abbott Pass Romeo, Abbott Pass Benedick, Copleydene St Goliath degli anni 20/30, Jewthree St Christopher, anno 1940, Carol of Peldartor, Peldartor Rontens, Christcon St Antony negli anni 50/60/70, Peldartor Ruebens, Bernmout Warlord dei sig.ri Muggleton, ecc. Caratteristica di questa versione è la grande statura e sostanza con ossature formidabili, equilibrio tronco-arti, torace al gomito, arti tronco in giusto equilibrio, garrese prominente, taglie notevoli, talora oltre cm 90 con pesi di 90/100 kg nei maschi. Manti molto ricchi a tessitura un po' morbida, moschettature nere o brune diffuse nelle parti bianche e bande frontali in genere strette o quasi assenti. Ottima pigmentazione. Testa ad assi cranio-facciali paralleli (qualche volta divergenti) molto massiccia con muso di buona quadratura, molto profondo, tartufo largo e angoloso, canna nasale non sempre piatta, labbra abbondanti, occhi un po' scoperti, rughe frontali e laterali accentuate, mascelle spesse e robustissime. Dentatura a forbice o tenaglia. Stop sfuggente con bozze frontali poco marcate, masseteri piuttosto piatti, orecchi grandi giustamente inseriti. Espressione salvo eccezioni sempre benevolente Giogaia abbondante, collo relativamente lungo. Gabbia toracica molto sviluppata nelle 3 dimensioni. Ventre abbastanza pieno. Groppa lunga spesso inclinata. Spalla ben inclinata e lunga. Avambraccio fortissimo. Piede di gatto. Coscia molto sviluppata. Movimento ordinario, con qualche problema. ![]() L'Autore giudice al Championship show dell'United Saint Bernard Club of England | |||
| I San Bernardo americani | |||
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Negli Stati Uniti, le manifestazioni cinofile sono le meglio organizzate e pià professionali del mondo. La visita ad un'esposizione negli USA costituisce un'esperienza unica per gli europei ed è come un viaggio in un'altra dimensione dove si deve assolutamente fare «tabula rasa» di ciò che si è visto in tante mostre di casa nostra. Assoluto sincronismo, efficienza in ogni minimo particolare, professionalità da parte di tutti i partecipanti (organizzatori, direttori di gara, presentatori o espositori) sono i fondamenti di una cinofilia che, da questi punti di vista, è ai vertici mondiali. Negli USA lo «show» è fine a se stesso e il soggetto meglio presentato e pià spettacolare, a prescindere entro certi limiti dalla sua tipologia, è quello che affascina ed interessa di pià il pubblico. I cani vengono presentati al trotto e quasi mai al passo e quindi i soggetti che svolgono un trotto pià fluido e a pià ampie sgambate e che sono superlativamente angolati, soprattutto nel posteriore, hanno le migliori probabilità di imporsi. Ciò ha determinato nei cani di tutte le razze in America una trasformazione che, allontanandoli sempre di pià dal tipo di lavoro, li ha fatti diventare puri soggetti da esposizione. In altri termini il cane americano si è sempre di pià staccato da quel tipo di bellezza zootecnica, utilitaria e di adattamento (che noi riteniamo la sola da perseguire), avvicinandosi invece a un tipo di bellezza armonica convenzionale e fine a se stessa. Assai criticabile ad esempio nel San Bernardo «made in USA» la brevità degli arti (distanza gomito suolo molto al di sotto del 50% dell'altezza al garrese) e la taglia ridotta (con il baricentro spostato in basso) che li allontana vertiginosamente soprattutto dai cani di vecchia versione svizzera e tedesca o nostri italiani. Buoni in senso assoluto, gli apparati locomotori anche se non tipici da San Bernardo, con masse muscolari abbondanti, ottime cosce, garretti solidi, ossature voluminose, pur non essendo asciuttissime. Ma ciò che è particolarmente criticabile è la costruzione generale che li accosta molto di pià al pastore tedesco che ad un cane da montagna. Deprecabili, ad esempio, le eccessive angolature del posteriore e le groppe tendenzialmente inclinate o addirittura avvallate. In parole povere, essendo il pastore tedesco il cane per antonomasia, sotto il profilo del trotto, i San Bernardo americani ne sono una imitazione. Essi hanno comunque mantelli migliori dei nostri per colori e lucentezza con ottimi disegni di maschere, abbruniture e bianco brillante. Per entrare nei particolari va sottolineato che i San Bernardo americani hanno un'ottima eleganza, anche se non attinente al tipo di eleganza propria della razza San Bernardo. Hanno diametri trasversi molto accentuati, linea sternale spesso oltre il gomito, base di sostegno larga, fasci muscolari piuttosto corti. Per quanto riguarda l'aspetto psichico sono animali molto tranquilli, il dimorfismo sessuale non è accentuato e le femmine, in genere, sono migliori dei maschi. Criticabili in entrambi i sessi i tartufi piccoli e rotondeggianti, gli orecchi inseriti alquanto bassi a detrimento dell'angolosità del cranio. In genere la testa conserva fino a tarda età un aspetto infantile tanto che molti San Bernardo americani potrebbero definirsi, sotto il profilo estetico, degli enormi cuccioli. I musi sono molto corti, buona la convergenza degli assi cranio-facciali, canna nasale non sempre piatta ma piuttosto rotondeggiante vista di fronte, labbra superiori abbondanti ed inferiori un po' rilassate. Dentatura a forbice o a tenaglia di modesto sviluppo, qualche soggetto prognato (in America il giudice sul ring ispeziona poco le dentature), stop ben visibile anche se non tagliente, muscolo massetere molto sviluppato, occhio con iride scura di forma non sempre romboidale, collo attaccato alto di lunghezza pari alla lunghezza totale della testa, petto largo, gabbia toracica molto sviluppata, dorso largo e muscoloso rigorosamente rettilineo, ventre molto pieno, talvolta alquanto avvallato (i San Bernardo americani sono in genere sovralimentati), groppa ampia sempre inclinata alla pastore tedesco (25°-30°) o avvallata (oltre 30°). Coda lunga, appiombi corretti, spalla muscolosa molto lunga ed obliqua, braccio di forte sviluppo, lievemente pià lungo della spalla, avambraccio piuttosto corto e muscoloso, piede di gatto, mancinismo quasi assente e di conseguenza raro il movimento falciante così comune in Europa. Coscia lunga a grande circonferenza con muscoli molto sviluppati e prominenti, gamba lunga garretto largo e spesso, angolo tibio-metatarsico sui 125° circa (il San Bernardo deve avere 145-150°), i cani impalati sono rarissimi, passo e trotto ampio e allungato con grande spinta del posteriore, tendenza al rollio nei soggetti pià grassi. ![]() L'Autore giudice allo Specialty Show del Saint Bernard Club of America ![]() Il Camp. Americano degli anni '60 Titan von Mallen, considerato uno dei migliori soggetti prodotti negli Stati Uniti | |||